... Che Guevara a 50 anni dalla morte - Spettacolo teatrale ...


Inizio evento: 10-12-2017 19:30

Fine evento: 10-12-2017 23:30

Per ricordare la figura di Che Guevara, morto cinquant’anni fa in Bolivia, domenica 10 dicembre nel Salone della Cooperativa Popolare Infrangibile 1946 la compagnia teatrale “Il Contafóre” metterà in scena “De tu querida presencia Comandante Che Guevara”, atto unico scritto da Gianni Repetto, con Sivana Vigevani, Roberto Pochettini e Gianni Repetto, musiche di Natalia Ratti, audio, proiezioni e rumori di scena di Franco Papaluca.

L’evento, in collaborazione con Associazione Italiana d’Amicizia Italia – Cuba di Piacenza si inserisce nell’annuale rassegna DICEMBRE D'AUTORE e sarà preceduto da una cena a tema al Ristorante delle Coop Infrangibile.

INFO, COSTI E PRENOTAZIONI al numero 0523 498792 o via mail a coopinfrangibile@gmail.com

Cinquant’anni fa, nella selva boliviana, il 9 ottobre 1967 moriva Che Guevara, il mitico guerrigliero argentino protagonista della rivoluzione cubana e della guerriglia internazionalista in Congo e in Bolivia. Personaggio discusso e controverso, sostenitore di lotte rivoluzionarie per liberare i popoli da ogni forma di imperialismo, era il teorico dell’uomo integrale, un uomo nuovo che avrebbe anteposto il bene comune a qualsiasi interesse personale.

La sua immagine è diventata una delle icone più diffuse della seconda metà del Novecento, simbolo di resistenza all’oppressione e di lotta per la giustizia e la libertà per intere generazioni di uomini e donne che si sono battuti per questi ideali in ogni luogo della terra. “Il lavoro cerca di raccontare l’uomo Che in tutte le sue sfaccettature - ci dice Gianni Repetto - dalviaggio attraverso la “Maiuscola America”, a bordo della motocicletta “Poderosa”, con Alberto Granado, all’esperienza della Sierra Maestra e della rivoluzione cubana e, quindi, del suo rapporto con Fidel Castro, all’abbandono di Cuba per mettere in pratica il suo ideale di guerriglia internazionalista in Africa e in Sudamerica, alla relazione sentimentale con Aleida March, che divenne sua moglie in seconde nozze e gli diede tre figli, che ci consente di cogliere il Che nell’intimità degli affetti e di capire che anche per lui, al di là del mito dell’eroe, la separazione dai suoi famigliari per perseguire l’ideale rivoluzionario fu un grande sacrificio. Rievocheremo i suoi ultimi giorni di vita, quando catturato dai ranger dell’esercito boliviano venne tenuto prigioniero nella scuola de La Higuera e poi giustiziato sommariamente per infrangerne la fama di invincibilità che ormai lo circondava. Ma questa decisione, con le foto del cadavere trasmesse da tutte le agenzie di stampa internazionali, non fece altro che accrescere il suo mito, cantato e raccontato da musicisti, poeti e scrittori di tutto il mondo, che possiamo sintetizzare in uno slogan che cominciò a circolare allora: il Che vive”.